Un Rolex atipico degli anni ’30
Sappiamo tutti che Rolex, fondata nel 1905 a Londra da Hans Wilsdorf, rispetto alle altre marche blasonate dell’Alta Orologeria, risulta la più recente. Siamo però al corrente di quanto sia importante l’aspetto collezionistico della casa coronata.
Spesso i prezzi dei modelli più ambiti giungono a quotazioni di mercato che condizionano lo scambio fra appassionati, riservandolo ad un’elite di amatori che abbiano anche grandi disponibilità economiche.
C’è però la possibilità di acquisire un modello storico di questo brand, anche a costi tutto sommato limitati nel panorama mondiale dei segnatempo.
Stiamo parlando anche qui di un’elite di intenditori, i quali privilegiano l’aspetto storico, significativo e contenutistico della cultura orologiera, e non soltanto l’enfasi del mercato. Ci riferiamo in particolare a Rolex “Ovetto” o Bubbleback, come è conosciuto in ambiente anglo-sassone.
Ovetto nacque nel corso degli anni ’30 per sopperire nel catalogo del marchio, non ancora esploso a livello distributivo e di richiesta, alla mancanza di un prodotto che unisse gli aspetti tecnici a quelli palesemente estetici. Si optò dunque per questa forma a botte non allungata che era caratterizzata dallo spessore del fondello, così concepito per compensare la riduzione di dimensioni della carrure.
La prima referenza attribuita a “Ovetto” fu la 1858, che era equipaggiata da un movimento a carica manuale 8 3/4, con calibro 520 per la versione secondi al 6, e 530 per quella secondi al centro.
Ovviamente anche questo Rolex arriva, per certi modelli, a prezzi elevatissimi, come ad esempio nel caso della referenza 3372, oppure della 3130, quest’ultima prodotta per 7 anni, in pieno periodo bellico, dal 1939 al 1946, in soli 2.000 esemplari.
Gli appassionati possono però togliersi la soddisfazione di sfoggiare Ovetto con una spesa molto più contenuta che in certe occasioni è sotto a €. 2.000.
